Pubblicato in: I Will Marry When I Want (Ngugi wa Thiong'o), Kenya, Le opere, Ngugi wa Thiong'o, Writing Against Colonialism (Ngugi wa Thiong'o)

Ngugi wa Thiong’o, I Will Marry When I Want

La traduzione inglese di Ngugi e Ngugi
della loro opera teatrale
in Kikuyu Ngaahika Ndeenda

Ngugi wa Thiong’o, di cui su Parole d’Africa ho già analizzato un saggio sulla letteratura contro il neocolonialismo (parte 1 e parte 2), è autore di romanzi, saggi e opere teatrali, in Kikuyu (una delle lingue parlate in Kenya) e in inglese. Quella che vi presento oggi è proprio un’opera teatrale, originariamente scritta in Kikuyu in collaborazione con Ngugi wa Miiri nel 1977 con il titolo Ngaahika Ndeenda, e poi tradotta in inglese dai due autori con il titolo I Will Marry When I Want (1980). Purtroppo, quest’opera non è stata ancora tradotta in italiano.

Ngaahika Ndeenda è un’opera dai risvolti apertamente politici, che narra la condizione immutata dei kenyani dopo l’indipendenza, e soprattutto la corruzione e la connivenza dei nuovi ricchi locali con gli imperialisti e i colossi multinazionali europei, americani e giapponesi. Non a caso la programmazione dell’opera in teatro è stata interrotta prima ancora che cominciasse, e Ngugi è stato arrestato e imprigionato senza processo proprio durante l’allestimento di Ngaahika Ndeenda. Continua a leggere “Ngugi wa Thiong’o, I Will Marry When I Want”
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Pubblicato in: Binyavanga Wainaina, How To Write About Africa/Come scrivere qualcosa sull'Africa (Binyavanga Wainaina), I Will Marry When I Want (Ngugi wa Thiong'o), Kenya, Ngugi wa Thiong'o, Paesi d'Africa, Writing Against Colonialism (Ngugi wa Thiong'o)

(Troppo) breve storia del Kenya

Intorno al 2000 a.C. ci furono i primi insediamenti umani nell’area ora occupata dal Kenya, provenienti dal nord Africa. Nel I secolo a.C. si stabilirono in quella zona le prime colonie arabe, e allo stesso tempo si stabilirono lì popolazioni nilotiche e Bantu.
Gli europei fecero la loro prima apparizione nel 1498, con l’arrivo dei portoghesi, che però furono cacciati dagli arabi, che ristabilirono il proprio controllo nel XVII secolo, fino all’arrivo dei britannici nel XIX secolo.
Alla Conferenza di Berlino del 1885, l’Africa dell’Est venne divisa in quattro territori sotto l’influenza degli europei. Il governo britannico fondò il protettorato dell’Africa Orientale Britannica, inviando colonie di bianchi a sfruttarne le terre fertili. Questi coloni avevano influenza nel parlamento britannico anche prima che divenisse ufficialmente una colonia, nel 1920. Continua a leggere “(Troppo) breve storia del Kenya”
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Ngugi wa Thiong’o in 100 parole

Ngugi wa Thiong’o è nato nel 1938 in Kenya da una famiglia contadina, quando il Kenya era colonia britannica (1895-1963). La Guerra di indipendenza Mau Mau (1952-1962) fu uno dei temi centrali in molte delle sue opere giovanili.
Nel 1977 fu arrestato per le sue denunce contro le ingiustizie sociali, in difesa della gente comune. In prigione Ngugi passò dall’inglese al Gikuyu, la sua lingua madre, per scrivere le sue opere, prima fra tutte il romanzo Caitani Mutharabaini, scritto nel 1981 sulla carta igienica. In esilio a Londra, si occupò di diritti dei prigionieri politici e diritti umani in Kenya.
Tradotto e adattato dal sito ufficiale di Ngugi wa Thiong’o.  

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Scrivere contro il neocolonialismo – Parte 2

Finalmente, gli anni Settanta, “l’età del colonialismo” secondo la classificazione di Ngugi waThiong’o, fanno luce sulla realtà del neocolonialismo, con il susseguirsi di avvenimenti quali il rovesciamento di Allende in Cile, finanziato dagli Stati Uniti, l’ascesa di multinazionali che monopolizzano la finanzia e l’industria in Africa, Asia e America Latina, la diffusione delle basi militari USA tutt’intorno all’Africa nel Mediterraneo. Proprio in questo periodo diventa evidente che quello che si era venuto a creare era una nuova forma di colonialismo, che cominciava ad assumere il nome di imperialismo, e che diede vita a nuove forze che si battevano contro il neocolonialismo. I colpi di stato che avvenivano in questi anni negli stati africani indipendenti avevano soprattutto un carattere anti-neocolonialista.
Si creano in questi anni lotte anti-imperialiste che vedono per la prima volta studenti universitari e intellettuali fianco a fianco con i contadini e gli operai per sfidare questa nuova forma di imperialismo e gli alleati che si era creata nel ventennio precedente. Continua a leggere “Scrivere contro il neocolonialismo – Parte 2”
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Scrivere contro il neocolonialismo – Parte 1

Writing Against Neocolonialism è un saggio scritto dallo scrittore keniano Ngugi wa Thiong’o nel marzo del 1985 per la decima conferenza dell’African Literature Association presso la Northwestern University di Evanston, USA. Per parlare di questo saggio, che illustra l’attitudine degli scrittori africani nelle diverse fasi che si sono susseguite prima e dopo l’indipendenza, è necessario fare chiarezza sui termini “post-colonialismo” (scritto con il trattino), “postcolonialismo” e “neocolonialismo”.
Il termine “postcolonialismo” risulta probabilmente il più familiare tra i tre, ma non può essere considerato sinonimo né di “post-colonialismo” né del termine scelto da Ngugi wa Thiong’o, “neocolonialismo”. Senza entrare in dettagli troppo tecnici, basta dire che “post-colonialismo” (con il trattino) indica il momento storico corrispondente alla fase successiva al raggiungimento dell’indipendenza da parte delle ex-colonie, mentre “postcolonialismo” indica l’insieme dei discorsi e delle ideologie che si sono sviluppati nelle ex-colonie a seguito dell’indipendenza. Si potrebbe dire che questo termine abbia un’accezione positiva, in quanto considera l’indipendenza dello stato dal dominio diretto dello straniero come il raggiungimento della libertà e il riappropriarsi da parte del popolo che aveva in precedenza subito il dominio coloniale della propria identità culturale. Tuttavia, “neocolonialismo” è il termine usato da quegli intellettuali che ritengono che la fase coloniale non sia finita del tutto con l’ottenimento dell’indipendenza, ma che il colonialismo abbia preso nuove forme, e utilizzi nuovi mezzi indiretti per continuare a esercitare il proprio potere sui popoli che adesso sono formalmente liberi. In particolare, questi intellettuali denunciano forme di colonialismo economico, politico o culturale che sono inflitte dall’occidente alle ex-colonie ancora oggi. Continua a leggere “Scrivere contro il neocolonialismo – Parte 1”